Tra Scialoja e me…

di Mario Ferrarese • 20 giugno 2019 •


Nella seconda metà degli anni ‘50 avevo fatto due quadri:  tecnica mista – olio e sabbia – su compensato, cm 61 x 48,50.

I due quadri sono rimasti nel mio deposito e là dimenticati, fino a quando, molti anni dopo, ho acquistato il catalogo di una mostra delle opere di Toti Scialoja tenuta al Palazzo dei Diamanti di Ferrara nel 2002: in quel catalogo vi era la riproduzione un’opera del 1991 (Marte) che mi ricordava il quadro in bianco e nero da me dipinto quarant’anni prima.

Le dimensioni sono molte diverse, la tecnica pure, ma la composizione e le immagini sono alquanto simili, anche in relazione all’uso del solo bianco e nero. Non solo, nei miei quadri avevo mischiato ai colori della sabbia; e anche Scialoja ad un certo punto, a partire dal 1957, aveva usato delle “sabbie”.

Quello che è certo è che a quei tempi non conoscevo Scialoja, e quindi non potevo aver ripreso quella tecnica; né, a maggior ragione, Scialoja, nel 1991, poteva aver visto (magari!), il mio quadro.

Però…

Scialoja, Marte, 1991, vinavil su canapa, cm 170×230