Progetto Trialogo • novembre 2016 •
“TRIALOGO … tridimensionale apertura” è un progetto che nasce dalla collaborazione artistica tra Mario Ferrarese, Miranda Greggio, e Paolo Sartori.
Tre artisti che si esprimono attraverso tre differenti linguaggi – pittura per Ferrarese, scultura e gioiello contemporaneo per Greggio, tappeto per Sartori – ed intraprendono un viaggio alla ricerca di nuovi ed altri confini dialettici.
La necessità di esplorazione nasce dai temi legati al mondo filosofico e dell’arte e prosegue addentrandosi nella realtà più intima dei tre artisti, attraverso la vicendevole e diversa rappresentazione, concepita come opera dedicata e plasmata in forme e cromie in dialettica intesa.
Lungo il percorso forti sono le contaminazioni che arricchiscono il bagaglio esperienziale del proprio vissuto, offrendo una nuova personale interpretazione ai temi discussi ed apportando ognuno la propria cifra lessicale al diario di viaggio.
Al raggiungimento della meta le tre arti si fondono e confondono in un nuovo ed unico spazio prospettico, pur mantenendo distinte le identità, intersecando le tre diverse traiettorie artistiche in un punto, unione ed arrivo aperto a nuovi orizzonti d’indagine.
Si origina così un processo chimico/alchemico, in cui le diverse cariche energetiche confluiscono concentrandosi in un’unica massa, origine di una nuova tridimensionale apertura, contatto spazio-emozionale generatore di altra energia, di altro linguaggio, di altro lemma … il Trialogo.
I tre diversi pensieri, le interpretazioni e le motivazioni che hanno portato alla collaborazione tre artisti e tre linguaggi, dando vita ad un progetto articolato e sviluppato a sei mani, si concretizzano attraverso le 20 opere esposte nelle 5 sale, creando un percorso espositivo e narrativo che si differenzia per argomento di sala in sala : il tema legato alla ildegardiana Viriditas o energia vitale rappresentata dal pigmento concettuale verde (sala prima ), un omaggio all’arte di Alberto Burri, alle sue plastiche e combustioni (sala seconda), un vicendevole “omaggio/ritratto” attraverso i tre differenti linguaggi artistici (sala terza e quarta), fino ad arrivare al raggiungimento del contatto spazio-emotivo dell’ultima sala.